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caldarroste

  • Caldarroste e bambini, renderle appetibili

    Le castagne sono un frutto molto amato dai bambini, ma questo non accade non sempre. E allora questi consigli potrebbero esservi utili.

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    I bambini e il cibo a volte hanno un rapporto conflittuale. Anzi, è meglio dire che i bambini e il cibo sano hanno un rapporto conflittuale. Sì, come in tutti i Paesi ricchi e occidentali abbiamo un problema di alimentazione. Per questo dobbiamo tornare alla genuinità, alle tradizioni che appartengono alla nostra Italia e al cibo a chilometro zero o quanto meno autoctono. Questo per noi significa una parola: castagne o ancora meglio caldarroste.

    Le castagne sono un frutto dolce ma non troppo, per cui a molti bambini piacciono, ma come fare per farle piacere anche agli altri, dato che contengono delle proprietà nutrizionali importanti per l’alimentazione a tutte le età? Una soluzione consiste nel creare un rituale. Creare un rituale per i bambini è qualcosa a metà tra un gioco e un’abitudine. La pulizia delle caldarroste, per esempio, è un perfetto rituale. Si sbucciano le caldarroste con le mani, le dita diventano nere, si tengono tra le mani i frutti cotti: una vera e propria poesia.

    Per quelli che preferiscono sapori più dolci, ci sono delle soluzioni, come per esempio, aggiungere delle caldarroste a una coppetta di crema pasticciera fatta in casa - che tra l’altro è perfetta per somministrare le uova ai bimbi senza che se ne accorgano. Ma anche panna, caramello, crema di nocciole possono assolvere a una funzione addolcente. Ma non bisogna esagerare con gli zuccheri, che sono degli eccitanti per i più piccoli.

  • Castagna, la Sagra torna a Roccamonfina

    È un periodo fantastico l’autunno, non solo perché tornano sulle nostre tavole le castagne, ma anche perché ci sono degli appuntamenti favolosi come le sagre della castagna.

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    Una di queste, che poi è una delle più celebri e importanti in Italia, è la Sagra della Castagna e del Fungo Porcino di Roccamonfina. Castagne e funghi porcini sono infatti due prodotti di origine vegetarle che nella zona del parco di Roccamonfina trovano la loro parabola più autentica e tradizionale. Perché è in questo territorio che la castagna ha rappresentato la base dell’alimentazione contadina per secoli.

    La sagra si svolge ogni fine settimana fino al 29 ottobre, il sabato i “lavori” iniziano alle 10, mentre la domenica si parte già alle 9,30. La manifestazione dura tutta la giornata, poi, fino a mezzanotte. Lì potrete trovare sia il prodotto all’origine che il prodotto trasformato: naturalmente l’ingresso è libero, mentre sono a pagamento tutti i beni alimentari che decideremo di fruire in quel contesto.

    Prodotto trasformato significa tante cose, ma soprattutto caldarroste, ossia la preparazione più semplice, ma anche la più amata in cui si possono trasformare le castagne. Ma, oltre le caldarroste, ci saranno anche tantissime ricette differenti, dalle zuppe ai dolci - tra cui l’immancabile castagnaccio, oltre a tutti i prodotti a base di castagne che vi vengano in mente - dai marron glacé alla farina di castagne, passando per i metodi di conservazione più disparati, come le castagne sotto spirito e la nzerta.

  • Caldarroste, snack o fine pasto?

    Ovviamente, la risposta breve è: entrambi. Ma scendiamo un po’ di più nel dettaglio.

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    Le castagne, se consumate in dosi massicce possono rivelarsi troppo caloriche. Come per tutti gli alimenti, è sempre giusto trovare il giusto mezzo. Lo comprendiamo: le castagne fresche sono disponibili per periodi limitati dell’anno, come per qualunque frutto fresco, e ci verrebbe voglia di fare delle intense scorpacciate. Che tuttavia potrebbero inoltre essere controproducenti, facendo sì che ci stufiamo del nostro frutto preferito.

    Per cui, quando ci concediamo uno snack a base di caldarroste, dobbiamo stare attenti a non esagerare, nonostante siamo consapevoli che con le caldarroste… una tira l’altra. Sono sane e comode da preparare in casa, per cui uno snack di metà mattina o di metà pomeriggio - o anche da portare al lavoro, sebbene purtroppo non si potranno consumare calde.

    Che le consumiate come snack o a fine pasto - magari accompagnandole don del caffè o con del digestivo - da quelli industriali, fino a quelli artigianali più disparati - il succo non cambia. Per fine pasto consigliamo l’accompagnamento con del nocino o del liquore al melograno, ma anche il più classico mandarinetto. L’importante è che si tratti di qualcosa di molto dolce o l’accostamento risulterà stridente e non troppo gustoso.

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