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  • Caldarroste, l’atmosfera di San Martino

    Oggi, in alcune parti d'Italia, ricorre San Martino: tradizionalmente è il giorno in cui ogni mosto diventa vino.

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    Non si tratta semplicemente di una filastrocca per bambini: è in questi giorni che si può assaggiare finalmente il vino novello. Non in tutta Italia, ma in alcune parti, San Martino è quasi una festa comandata, che va onorata nel migliore dei modi, ossia ricorrendo alle tradizioni della buona tavola.

    E queste tradizioni contemplano, naturalmente, il vino novello, la carne - dal cavallo alla salsiccia fino agli involtini di interiora di agnello - e, per non farsi mancare nulla, castagne e noci, che servono sia a introdurre che a completare il pasto. Le castagne vengono preparate soprattutto come caldarroste e fungono, in quest'ottica, sia da antipasto sia da dessert.

    L'idea delle castagne per accompagnare il vino non è affatto malvagia per una serie di ragioni: le castagne, per via della loro consistenza caratteristica, impediscono le facili ubriacature, ma ovviamente non si deve esagerare nella maniera più assoluta. Inoltre, le caldarroste, con il loro gusto inconfondibile, esaltano il gusto del vino novello, tanto che non è raro che, in questi giorni, i locali dei luoghi in cui si festeggia San Martino offrano come aperitivo stuzzicante proprio castagne e vino.

  • Vendita castagne, perché le caldarroste ci piacciono tanto

    Le caldarroste sono la maniera più comune per preparare le castagne.

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    Le troviamo così spesso in vendita per strada, dove i caldarrostai preparano tutto nelle loro postazioni agli angolo delle vie, dando alla città un peculiare profumo e un’atmosfera senza pari. I caldarrostai portano avanti una tradizione importante: non è autunno senza castagne che diventano caldarroste. Ma perché questa preparazione in particolare ci piace così tanto?

    Intanto, va detto qualcosa di lapalissiano: in assenza di caldarrostai - perché magari dove si vive non ce ne sono - è abbastanza semplice preparare le caldarroste in casa, sebbene in fondo non sia la stessa cosa. Basta una pentola con i buchi oppure un forno a microonde e il gioco è fatto. Con la pentola con i buchi, le caldarroste possono cuocere sul fornello oppure sul fuoco del camino, mentre nel forno a microonde basta un sacchetto di plastica e una piccola lesione ai frutti col coltello.

    Tuttavia, esistono delle ragioni nel gradimento delle caldarroste, che sono ataviche. Pensiamo al fatto che appunto contribuiscono a un’atmosfera di stagione: tutto diventa fatato e si ammanta di fascino. Il profumo delle caldarroste accompagnate da un bicchiere di vino rosso ci ricorda tanti momenti felici della nostra vita. Perfino quelli in cui il vino rosso lo guardavamo soltanto nelle mani dei “grandi”, ma ci scaldavamo le mani con le caldarroste.

  • Vino e castagne, l'abbinamento

    Cosa si consuma con le castagne? Naturalmente vino: ma quali tipologie sono perfette per questo frutto?

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    Immaginate una serata tipo d'autunno. Vi sono venuti a trovare degli amici e trascorrete il tempo chiacchierando amabilmente vicino al caminetto acceso. Ma cosa si può sgranocchiare? Sicuramente delle caldarroste appena cotte e sbucciate mentre sono ancora calde e, per accompagnare, qualcosa da bere. Ma cosa può stare bene con le caldarroste?

    In generale, le castagne hanno un sapore pieno e corposo, quindi devono essere accompagnate da un vino ugualmente pieno e corposo, che ne esalti il gusto senza coprirlo. I vini rossi e fermi, dall'aglianico al chianti, sono perfetti per quest'utilizzo, ma non sono i soli. Certo, con il rosso si va sempre sul sicuro in questi casi, ma si può anche osare in altro modo. Per esempio con un bianco fruttato da dolce, come un moscato o uno zibibbo.

    Per pasteggiare, le castagne, al di là del vino, sono perfette anche con l'assenzio, perché assorbono molto dell'alcool e quindi lasciano emergere il gusto del drink al di sopra di tutto. Bene anche con vodka liscia oppure liquori digestivi alla frutta, dal limoncello al koum qua, passando per il finocchietto. Con le castagne, talvolta, bisogna saper osare, ma bisogna anche ricordarsi di non osare troppo.

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