curiosità

  • Il cinipide del castagno, origini e prospettive

    Il cinipide del castagno e la sua pericolosità hanno a che vedere con il concetto di ecosistema.

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    L'ecosistema è un ambiente in cui tutte le forme di vita si trovano in equilibrio: niente, in un'ecosistema perfetto, è a rischio estinzione e il mantenimento dell'ecosistema giova al pianeta Terra. Per questa ragione, quando si è in un aeroporto che effettua voli intercontinentali, si saranno notati dei cartelli che invitano a non portare da un continente all'altro animali o piante. Perché è così infatti che il cinipide del castagno è giunto in Europa e quindi in Italia.

    Questo parassita, il cinipide, era originario della Cina infatti. Solo in un secondo momento ha trovato la sua "casa" in altre zone dell'Asia, come il Giappone, giungendo negli anni 2000 anche in Europa. Certo, in un mondo globalizzato, ci sembra normale avere uno smartphone disegnato negli USA e assemblato in Cina, delle scarpe realizzate in Spagna e delle lampadine prodotte in Giappone. La globalizzazione può essere una possibilità se significa scambi economici e culturali, mentre è un grosso danno quando inerisce l'ecologia, come in questo caso.

    Perché il "viaggio" del cinipide del castagno è un danno: nel nostro ecosistema non c'erano gli adeguati avversari naturali per contrastarlo. Ora si sta provvedendo proprio in tal senso - e in quest'ottica si è anche a buon punto nella lotta al cinipide del castagno. Eppure questo ci insegna una lezione sull'importanza della preservazione del chilometro zero: che non può essere tale se le piante che daranno i nostri frutti non sono autoctone. Viviamo in un mondo profondamente mutato: tutto quello che possiamo fare è tutelare la sanità del nostro cibo.

  • La vera storia della pasta che fa ingrassare

    I carboidrati fanno davvero ingrassare? O si tratta piuttosto di una leggenda metropolitana? Per scoprire il mistero, bisogna fare un salto nel passato.

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    Uno dei luoghi comuni relativi al consumo della pasta sostiene che la pasta faccia ingrassare. Sicuramente, se ogni vostro piatto di pasta misura la bellezza di 200 grammi, ogni giorno, è normale ingrassare. Ma accadrebbe con qualunque cibo in grandi quantità.

    La pasta risente di qualcosa che è accaduto nel corso della storia italiana. Quando l’Italia entrò nella seconda guerra mondiale, la dittatura di Benito Mussolini e il suo apparato di propaganda ritennero giusto diffondere l’uso di altri cibi, quali il riso, perché la produzione della pasta iniziava a scarseggiare a causa del conflitto.

    A essere incaricato della propaganda fu lo scrittore futurista Filippo Tommaso Marinetti, che creò una campagna in cui si diffondevano immagini di uomini e donne longilinei e in salute, mentre c’erano anche uomini e donne obesi che invece si nutrivano di pasta. La campagna di Marinetti fu così efficace che i suoi effetti durano ancora oggi. Se non fosse che oggi il concetto di pubblicità risponde a criteri di verità e non di propaganda, com’è normale in ogni democrazia.

    La pasta è un alimento sano, posto all’interno della dieta mediterranea, che è tra l’altro patrimonio dell’Unesco, ed è un alimento sicuro al cento per cento. Ed è ricco di proteine di natura vegetale, che consentono di avere maggiore energia più a lungo rispetto ad altri tipi di proteine.

    E bisogna stare attenti anche alla bufale diffuse in rete. Se trovate scritto che la pasta italiana viene realizzata con scarti di grano provenienti da altri paesi, non temete né per la vostra salute né per la qualità della pasta. Poi, se si vuole andare sul sicuro, esistono in commercio tantissimi marchi che si avvalgono di pasta pregiata e sicura, come la pasta di Teano.

  • Castagne, come decorare i dolci

    Decorare dei dolci non è un'impresa sempre facilissima, ma con le castagne tutto assume un altro sapore, il sapore della bontà

    Ci troviamo davanti a una torta, una ciambella, un dolce al cucchiaio: e ora con cosa lo decoriamo? In cucina, anche l'occhio, oltre al palato, vuole la sua parte, e quindi è giusto che si cerchi una certa estetica anche nel piatto che si andrà a mangiare. Nella Babele di decorazioni, materiali e topping vari, una certezza è la castagna. La ragione è molto semplice, la castagna è sempre assai versatile, è un frutto non troppo dolce e quindi non rende stucchevole quello che ci si appresta a servire, ma soprattutto dà carattere e armonizza gli ingredienti tra loro.

    L'ideale per decorare i dolci sono le castagne fresche, ma anche le castagne sotto spirito, soprattutto quando si tratta di dolci al cucchiaio, hanno un loro perché. Prima di decorare con le castagne un dolce, si può anche pensare di intingerle nel cioccolato fuso o rotolarle nel caramello, per aggiungere ancora un'altro po' di sapore, ma tutto dipende da quello che il dolce in questione contiene. Se la torta o il dolce che deve essere decorato con le castagne è a base di frutta, c'è decisamente via libera e anzi, si possono utilizzare anche le castagne secche. Se il dolce è maggiormente cremoso, meglio che le castagne siano accompagnate da qualcos'altro, grappa, cioccolato, panna, caramello, ma non bisogna eccedere o creare stridori di gusto: in altre parole il topping al cocco, per esempio, è assolutamente off limits.

    Ma le castagne stanno bene con i dolci per tutte le occasioni? Certo che sì: certo, potranno apparire poco simpatiche e poco colorate quando si decora un dolce per bambini, ma è lì che interviene la creatività e basta disporre le castagne in un modo simpatico, per esempio a forma di fiore per le bambine o con il nome del festeggiato, per un augurio che sarà di cuore, ma sarà anche molto saporito.

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