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Igp, Doc e Dogc: l'importanza di questi marchi

Spesso sentiamo o leggiamo sigle legate agli alimenti come Igp, Doc o Docg: di cosa si tratta e perché sono così importanti?

Igp

Partiamo dalla prima sigla. Igp sta per Indicazione Geografica Protetta. In pratica, attraverso la sigla viene indicato un marchio di origine attribuito dall'Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari che devono possedere determinate caratteristiche. La prima di esse è la qualità, ma c'è anche l'origine geografica legata non solo alla materia prima ma anche alla sua trasformazione, e naturalmente la reputazione. In altre parole questa sigla è una garanzia non solo di qualità, ma anche di sicurezza.

Oltre a Igp, altre sigle ugualmente importanti sono Doc e Docg. La prima sta per Denominazione di Origine Controllata. Viene utilizzata per i vini, per indicare un prodotto ancora una volta di grande qualità. Questo marchio infatti certifica la zona di origine delle uve (ma non necessariamente il luogo della loro trasformazione). Per esempio, tra i vini campani, sono vini Doc il Falanghina, l'Aspinio di Aversa, l'Aglianico, il Sannio, il Greco e molti altri. La terza sigla indica Denominazione di Origine Controllata e Garantita. In questo caso, la provenienza delle uve è legata anche al luogo della sua produzione e il marchio è riservato a vini storici con una reputazione che ne indichi il particolare pregio.

In altre parole: Igp, Doc e Docg sono facce lievemente differenti di un dado. Diciamo lievemente perché se un consumatore vede questi marchi su un determinato prodotto significa sempre la stessa cosa: potrà stare tranquillo dal punto di vista della qualità e... del gusto.

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